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Come Gestire La rabbia nei bambini

Premessa

Non avendo portato a termine studi riguardanti la pedagogia, la psicologia infantile e neppure pediatria, ci tengo a sottolineare che tutto ciò che scrivo è frutto di ricerche e letture, studi che personalmente svolgo sulla base di materiale che web e librerie mettono a disposizione. Allo stesso tempo alcune teorie possono nascere sulla base della mia esperienza personale di giovane madre. Mi auguro che le mie parole possano essere uno spunto per mettersi in discussione, un modo per ricominciare guardando le cose da un’altra prospettiva. 

 

Una delle cose più difficili nella quotidianità di un genitore può essere la gestione dei momenti di rabbia del proprio bambino. Questa grande sconosciuta, tutta rossa come la abbiamo vista nel libro di Mireille Allancé, non deve essere un tabù ma, al contrario, va trattata così come si trattano tutte le altre emozioni. La rabbia va conosciuta, sperimentata e solo in un secondo momento contenuta.

Mi piace sempre tenere a mente come primo punto di riferimento le teorie del pediatra Carlos Gonzalez esposte nel suo libro “Bésame mucho” in cui si analizzano le cose dal punto di visto del bambino. Le teorie di Gonzalez partono da un grande presupposto che io credo dovremmo tutti avere a mente prima di trarre qualsiasi conclusione sul comportamento dei nostri figli: 

“Tuo figlio è una brava persona”. 

Perché mai dovremmo pensare che nostro figlio sia cattivo? Viziato? Perché mai dovremmo pensare che ci voglia prendere in giro?
L’unica cosa che i nostri figli ci dimostrano quotidianamente è proprio il loro amore incondizionato nei nostri confronti anche se noi compiamo innumerevoli errori nei loro riguardi; tuttavia i nostri figli ci perdonano sempre e molto prima di quanto noi stessi riusciamo a fare dinanzi ad un loro errore.

Detto ciò, la rabbia è un’emozione del tutto naturale e sarebbe quasi impossibile riuscire a trovare un bambino che mai l’abbia sperimentata. Certo, nell’esposizione invece della rabbia avremo a che fare con il temperamento differente di ogni bambino come ricorda Silvia Iaccarino su un podcast che affrontava proprio questo tema e che ascoltavo pochi giorni fa. 

 

Allora come dover gestire questi momenti?

 

Anche io a volte ho ceduto alle urla, allo sculaccione o alla punizione eppure questi mezzi non solo non mi portavano al raggiungimento di un obiettivo che era quello del “benessere del mio bambino” ma peggioravano la situazione rendendo lui ancora più arrabbiato e me ancora più stressata. Mi sono chiesta “Come faccio a spiegare al mio bambino quanto sia brutta la rabbia?” ; semplicemente non glielo posso spiegare perché 1. la rabbia non è sempre negativa e 2. non posso spiegarglielo perché quando tento di farlo lui la sta sperimentando ed in quel momento il suo impulso è talmente potente che sarebbe impossibile placarlo dicendogli di provare il contrario dell’emozione che in quel momento lo pervade. 

Immaginiamoci se qualcuno ci dovesse dire in un momento di rabbia “Dai, non arrabbiarti”, questo non farebbe che peggiorare il nostro stato d’animo e lo stesso meccanismo agisce nei bambini. 

Dire ad un bambino arrabbiato “Non ti arrabbiare, è una sciocchezza”, non solo non risolleverà il suo morale ma lo farà sentire incompreso. E’ davvero molto chiaro che noi adulti non capiamo le ragioni della rabbia di un bambino, spesso sono cose che noi riteniamo inutili ma per il bambino possono essere cose in quel momento molto importanti. 

 

Ecco dei metodi per approcciarsi al bambino arrabbiato:

 

  • Capisco che sei arrabbiato, anzi, arrabbiatissimo ma a quest’ora la radio non si può proprio accendere

 

In questo modo renderemo legittimo il suo stato d’animo, lo faremo sentire compreso  rimanendo comunque su un punto fermo;

 

  • So che questo ti fa arrabbiare molto ma anche quando sei molto molto arrabbiato non si può picchiare

 

In questo momento stiamo comprendendo la rabbia del nostro bambino ma interveniamo e la conteniamo per fargli capire ciò che non è consentito fare nonostante si provi una così forte emozione; piuttosto possiamo suggerire altri metodi per scaricare la rabbia o invitarlo al confronto, per esempio:

 

  • Capisco che sei molto arrabbiato ma anche se sei arrabbiatissimo non si può picchiare la mamma. Piuttosto mi dici cosa ti fa arrabbiare?  
  • Questa cosa ti ha fatto proprio arrabbiare, che ne dici di liberarcene facendo una bella corsa fino in camera tua?

Questi sono i metodi che funzionano con il mio bambino ma ciò non toglie che ci siano differenti tecniche per cercare di canalizzare la rabbia. Lo sfogo simbolico di questa emozione pare sia un passaggio importante così che il bambino possa scaricare la propria frustrazione su un oggetto (è il caso del cestino della rabbia) o trovare in un oggetto un modo per placarsi e poi raccontare delle proprie emozioni come vuole che sia il Barattolo della calma ispirato alla pedagogia Montessori.

 

Mi auguro che questi piccoli suggerimenti possano funzionare, mi auguro che tu possa  trovare la serenità nell'affrontare situazioni quotidiane apparentemente snervanti ed ingestibili. Ricorda che a tutto c'è una spiegazione e che dietro ad ogni comportamento del tuo bambino c'è sempre un animo buono senza alcuna intenzione cattiva. Tu sei la sua mamma, il suo papà, tu sei il suo porto sicuro, trattalo con gentilezza anche quando proprio non riesci a trovarla e, se fai proprio fatica, prenditi un attimo di tempo per allontanarti e prendere una boccata d'aria. 


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  • Giulia il

    Grazie.. Da domani adotteró qiesto metodo con il mio piccolo Diego.. Sono sicura che funzionerà.. Io con lui non faccio altro che urlare pur sapendo di sbagliare.. Ma arrivo proprio all’esasperazione..
    Da domani si cambia.. ❤️ Grazie.. Ti seguo sempre e siete bellissimi.


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