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Metodo Montessori

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Realmente difficile oggi non conoscere il nome Maria Montessori. Lo si trova ovunque: in biblioteca, nei negozi di giocattoli, su ogni social.

Insomma, Maria Montessori è una vera superstar.

Tuttavia, tutta questa fama è cresciuta portandosi dietro anche innumerevoli falsi miti, concetti di pura estetica che poco hanno a che fare con il metodo stesso.

In questo articolo andremo a conoscere brevemente Maria Montessori ed esamineremo il suo metodo pedagogico ad oggi praticato in circa 65mila scuole di tutto il mondo ma soprattutto parleremo con una maestra Montessori formata in una scuola AMI Association Montessori Internationale) e tutt’ora insegnante presso il Maria Montessori Institute di Londra.  

Chi è Maria Montessori

Maria Tecla Artemisia Montessori nacque a Chiaravalle (AN) il 31 agosto 1870 e nella sua vita svolse attività di educatrice, pedagogista, medico, neuropsichiatra infantile, filosofa e scienziata italiana. In Italia, fu una delle prime donne a laurearsi nella facoltà di medicina. Dopo la laurea, Montessori divenne assistente presso la clinica psichiatrica dell’Università e in quella veste iniziò un progetto educativo con orfani che erano rinchiusi in manicomio e che erano considerati “idioti” ma che in realtà vivevano senza stimolo alcuno. Contro ogni previsione, anche dei suoi colleghi, non solo i bambini iniziarono a stare decisamente meglio ma impararono a scrivere e superarono l’esame di licenza elementare. Nei primi anni del Novecento Montessori studiò filosofia e insegnò antropologia all’Istituto Superiore di Magistero Femminile a Roma. Nello stesso periodo le fu proposto di aprire una scuola per i figli delle famiglie operaie del quartiere San Lorenzo di Roma. Fu la prima Casa dei Bambini, un modello di scuola che divenne in poco tempo celebre in tutto il mondo.

https://www.studenti.it/maria-montessori-biografia-metodo-libri.html 

 

Il metodo Montessori

Trovo sia importante sottolineare che il metodo Montessori sia stato elaborato negli anni da una scienziata che propose così un metodo basato sull’osservazione e l’esperienza ecco perché ad oggi viene definito come metodo che ha basi scientifiche.

I principi fondamentali

 

  • Libertà
  • Indipendenza
  • Contatto con la natura

Libertà di muoversi e agire:

Nelle scuole non esistono i banchi messi in fila ma sono predisposti spazi in cui ogni bambino è libero di agire e muoversi liberamente ed in piena autonomia poiché tutto è alla sua portata.

Quando oggi si pensa alla libertà di movimento si immaginano oggetti cadere e rompersi, disordine etc ma secondo il metodo Montessori soltanto lasciando libero il bambino di scegliere quale attività svolgere e il modo in cui potersi muovere egli sarà predisposto ad apprendere e allo stesso modo imparerà un movimento fatto di grazia e ordine.

Indipendenza 

“Aiutami a fare da solo” questo è Montessori.

Cosa significa?

Il compito degli educatori così come quello dei genitori è aiutare il bambino a compiere da solo le azioni in cui invece troppo spesso si tende ad intervenire. Imboccare un bambino è sicuramente faticoso e lo sarà ancor più insegnare al bambino a mangiare da solo così come insegnare a lavarsi, vestirsi etc.

Per far si che ciò accada è importante che il bambino possa essere libero di muoversi in spazi in cui si senta anche libero di toccare, sperimentare, esplorare senza dover necessariamente chiedere l’aiuto di un adulto.

L’indipendenza e la libertà vanno di pari passo con la fiducia.

E’ importante lasciare che il bambino sperimenti senza timore di sbagliare. “Tutti gli oggetti che si trovano nelle classi Montessori sono “rompibili” in quanto il bambino che sbaglia è un bambino che farà più attenzione la prossima volta. Se l’oggetto fosse di plastica il bambino continuerebbe a farlo cadere per più tempo prima di capire che possa rompersi e quindi correggersi perché non vedrà subito il risultato dei propri movimenti”.

Il bambino trae un enorme appagamento dallo svolgimento di piccoli compiti quotidiani. Versare l’acqua in un bicchiere per esempio può essere una grande conquista.

Contatto con la natura

Il rispetto è possibile esercitarlo in ogni circostanza a partire dal contatto con la natura. A tal proposito nel libro “Educare alla libertà” Maria Montessori recitava: 

“Se fate una passeggiata in montagna non prendete il piccolo in braccio, ma lasciatelo libero, mettetevi voi al suo passo, aspettate con pazienza che raccolga un fiore, che osservi un uccellino…”.

 

Parliamo con Giorgia, insegnante Montessori a Londra, per capire da vicino le dinamiche delle scuole Montessori, la vita in classe, l’inserimento del bambino, le attività proposte e come poter proporre la vita Montessori all’interno delle proprie mura domestiche.

 

L’esperienza di Giorgia per diventare una maestra Montessori 

Giorgia ha studiato lettere per 3 anni in Italia per poi andare a vivere a Praga dove fece uno stage in un asilo considerato uno tra i migliori perché composto da docenti madrelingua americani. “Era proprio brutto. Era pieno di insegnanti americani e la scuola era in inglese ma le insegnanti non avevano mai fatto studio di pedagogia o istruzione. I bambini erano selvaggi, nella classe si potevano vedere correre, sentire urlare e c’erano dei momenti in cui le maestre non sapendo più cosa fare spegnevano tutte le luci e proiettavano i cartoni di youtube sui muri. Quello fu il momento in cui pensai che forse non mi sarebbe poi così piaciuto diventare insegnante. In quello stesso periodo venni selezionata per uno stage in una scuola Montessori e lì rimasi a bocca aperta e decisi che quella sarebbe stata la mia strada. A Praga si trovava un centro studi affiliato al centro AMI (Associazione mondiale Montessori) e la scuola stessa era disposta a pagare il lavoro per consentirti di svolgere il corso che avresti dovuto fare di pari passo ma non venni presa perché a quel tempo preferirono studenti di lingua inglese così cercai altrove. Andai sul sito della AMI (Associazione mondiale Montessori) per vedere tutti i centri Montessori nel mondo e ne trovai uno a Londra così volai lì per migliorare il mio inglese e studiare.

 Tra le associazioni Montessori quella di Londra è una delle principali in Europa ricoprendo le fasce di età che vanno da 0 a 12 anni periodicamente. Offre corsi post diploma da affiancare al proprio lavoro se si opera già come guida in classe. Anche in India e negli Stati Uniti vi sono centri Montessori molto grandi. Uno degli studi principali di Maria Montessori è stato svolto ad Amsterdam dove le scuole Montessori sono pubbliche così come molte negli Stati Uniti. Io scrissi all’opera nazionale Montessori di Roma ma lì non mi risposero.

Il diploma AMI è riconosciuto in tutto il mondo.

L’esperienza di Giorgia con le famiglie che si approcciano al metodo Montessori

La maggior parte delle famiglie che si rivolgono a me, intesa come scuola Montessori, sono le stesse che ripongono poca fiducia nel metodo educativo tradizionale; tuttavia molte volte mi è capitato di avere a che fare con famiglie provenienti da metodi Steiner che nel corso del tempo hanno voluto cambiare percorso per il loro figlio. Questo accade spesso poiché non vi è molta informazione da parte delle famiglie riguardo al metodo al quale si andranno ad approcciare. Proprio per questo motivo ritengo sia davvero necessario che le famiglie che intendono approcciarsi al metodo Montessori vengano innanzitutto a visitare la scuola nel momento in cui sono presenti i bambini che svolgono le loro attività.

 Questa visita non dura in genere per più di 30 minuti e questo per due fattori principali:

- In quei 30 minuti io dedico la mia attenzione all’adulto anziché al bambino che è invece la mia priorità;

- quando c’è un estraneo all’interno della classe, i bambini tendono a comportarsi in maniera differente. Questo accade poiché vi sono bambini mossi dalla curiosità che tendono ad interrompere le attività che stavano svolgendo, altri che invece hanno reazioni opposte e che quindi tendono ad “esibirsi” e così via. Solo i bambini che noi diciamo essere “normalizzati”, ossia coloro che hanno già concluso il ciclo dei 3 anni, tendono a non cambiare atteggiamento che ci sia un estraneo o meno.

 

Le fasce di età secondo Montessori

Nel corso dei suoi studi, Maria Montessori notò che i bambini non potevano essere raggruppati tutti in uno stesso insieme ma che si sarebbero dovuti suddividere secondo fasce di sviluppo.

Ad ogni fascia di età corrisponde un colore che si distingue tra blu e rosso per indicarne delle proprietà specifiche:

Fascia 0-6 anni ROSSA

Sottofascia 0-3 / 3-6

 Fascia 6-12 anni BLU

 Fascia 12-18 ROSSA

Sottofascia 12-15 / 15-18

 Fascia 18-24 BLU

 Cosa vuol dire?

 Le fasce di età indicate con il colore Blu sono le fasi più “calme” e questa caratteristica si percepisce sia nella mente che nel corpo. I bambini in queste fasce di età sono più forti, si ammalano di meno e ci si può focalizzare su aspetti più accademici. Non a caso sono proprio le fasce che combaciano con le scuole elementari e le università.

Le fasce di età indicate con il colore Rosso sono quelle relative alla formazione e allo sviluppo incredibile del bambino in una fase in cui egli è colmo di potenziale. Si pensi infatti anche al cambiamento fisico; l’umano cambia moltissimo fisicamente da adolescente e nella prima fascia di età (struttura ossea, denti, muscolatura etc.) mentre nelle fasce blu il cambiamento è più relativo alla crescita e all’innovazione. Tutto lo sviluppo del bambino può essere paragonato alla costruzione di una casa. Le fondamenta sono rappresentate dalla fascia 0-6 mentre il tetto da quella 18-24. Il tetto di una casa è semplice da riparare, è invece difficile riparare le fondamenta poiché per potervi mettere mano si dovrebbe radere al suolo l’intera casa.

“Il tetto di una casa si ripara molto più facilmente che le fondamenta”.

 

Trattiamo la fascia 0-6

Mente assorbente e mente ragionante

 Durante questo periodo formativo, il bambino è dotato di una mente assorbente poiché in grado di recepire ed assorbire come una spugna gli stimoli provenienti dall’esterno. Si pensi per esempio al linguaggio, risorsa fondamentale e preziosa per lo sviluppo di ogni persona: un bambino che nasce in Russia svilupperà la propria mente, i propri pensieri in lingua Russa e sarà un procedimento naturale poiché grazie alla sua mente assorbente recepirà senza filtro tutto ciò che lo circonda.

Intorno ai 5-6 anni si cominciano invece a notare i primi segni di mente ragionante, caratteristica del bambino delle elementari. In questa fase i bambini vengono accompagnati dagli stessi principi di libertà, fiducia e responsabilità ma il tutto in funzione della mente ragionante, non più assorbente.

Durante la fascia di età 0-3 anni il bambino è mosso dall’istinto, quasi come fosse un piccolo animaletto. Negli anni che vanno dai 3 – 6 il bambino diviene più consapevole: può imparare a controllare meglio le sue azioni e vedere chiaramente come ad ognuna di essa corrisponda un’altra azione; per esempio, il bambino saprà che finita di mangiare la mela, si metterà il piattino al posto giusto. Sempre in questa fase il bambino deve sviluppare la propria persona avendo ben a mente due principi fondamentali: 

  • Io posso
  • Io so

Io posso sperimentare, esplorare, scegliere ed è un concetto strettamente legato alla libertà;

Io so, io so fare, io so scegliere e questo è legato all’indipendenza e alla fiducia.

 

L'importanza del linguaggio

Proprio nel linguaggio risiede gran parte dello sviluppo del bambino ed anche per questo motivo è importante fornire al bambino tramite il linguaggio una visione positiva della vita. In parole semplici, è bene parlare al bambino sempre con accezione positiva e non negativa per esempio non diremo al bambino “Non urlare” ma diremo “Parla piano”.

Ciò tuttavia non significa che il "no" non viene mai utilizzato!

anzi, questo rende il "no" più efficace.

Se un bambino lancia un oggetto verso un altro chiaramente si dice "no", secco, e questo ha più valore. Una cosa Fondamentale è non ricattare MAI il bambino "Se non fai A non accadrà B" e la stessa cosa vale per per "non ti prendo in braccio" e poi lo si fa dopo pochi minuti di pianto. La cosa giusta è RALLENTARE quando si dice il "no" poichè se lo diciamo poi dobbiamo mantenere la parola data; la nostra parola va mantenuta, ci si deve fidare del genitore. Se al bambino si dice "Adesso andiamo a casa" e il bambino piange, possiamo dirgli "hai 5 minuti" e gli si fa vedere l'orologio quando bisognerà andare (posizione della lancetta). All'inizio sarà tremendo, il bambino proverà a spingere più che potrà, potrà piangere, urlare ma è un esercizio che va fatto. Più si fa vedere che le cose dette si mettono in atto, più il bambino con il tempo inizierà a rispettarle. Questo accadrà perchè il genitorie comincerà a dire meno "no"e il bambino capirà che quando si dice una cosa la si farà realmente e si creerà allo stesso tempo un rapporto di fiducia e rassicurazione.

La scuola Montessori

Fascia 0-6

 Inserimento

 

Il momento precedente all’inserimento vero e proprio è costituito da una visita alla scuola assieme ai genitori. In questo momento, specialmente per i bambini che non hanno mai svolto attività Montessori, farò trovare loro dei giochi come puzzle, perline o simili che non fanno parte del mondo Montessori. Questo serve al bambino per sentirsi rassicurato non trovandosi di fronte ad un ambiente totalmente nuovo che non abbia nulla di ciò che egli abbia conosciuto prima e consente a me, maestra, di capire la sua personalità e le sue abitudini. Non chiedo ai genitori di alzarsi e di andar via ma chiedo al bambino di venire a svolgere un’attività con me; dalla sua reazione posso capire molto. Quando la scuola comincerà per il bambino, il genitore non sarà invitato a rimanere e più egli sosterà più prolungherà la “tortura” del distacco. I genitori dovranno spiegare ai bambini, quando sarà momento, cosa accadrà e sarà molto meglio dire “vado a prendere un caffè, ci vediamo tra 15 minuti” piuttosto che dire “rimango qui”. Se il genitore affronta il “distacco” con gioia, semplicità e naturalezza, il bambino piangerà ugualmente ma lo farà per poco; se il genitore si tratterrà dinanzi alla porta salutando e rincuorando più volte il bambino, lo caricherà di molte emozioni che il bambino esprimerà non appena la mamma andrà via piangendo molto più a lungo. Ogni bambino avrà i propri tempi, ho avuto bambini che per arrivare alle 3 ore hanno impiegato 3 settimane ed altri che invece hanno impiegato 3 giorni.

 

Come sono organizzate le classi e le attività 

Le classi sono composte da aree differenti.

E’ importante dire che ad ogni attività ne seguirà un’altra che porterà il bambino ad essere stimolato e a muoversi per step.

La prima area si chiama area di vita pratica che è quella che può essere riprodotta a casa a differenza dell’utilizzo di materiali scientifici e didattici sviluppati da Maria Montessori per poter essere utilizzati esclusivamente all’interno delle classi.

 

Attività svolte in classe
 
Alcuni esempi di vita pratica
  • pulizie

(includiamo lucidare, spazzolare, strofinare, lavare i piatti, fare il bucato, stirare etc). Per quanto riguarda lo stiro è necessario assicurarsi della capacità di ogni bambino (generalmente viene proposto intorno ai 5 anni) essendo questo un compito rischioso.

  • Esercizi per lo sviluppo della coordinazione mano-occhio e attività sensoriali

 - travasi; dapprima è possibile effettuare i travasi con fagioli per poi passare ai travasi con acqua e poi si proporrà al bambino di lucidare qualcosa in quanto in questa attività si utilizzerà una piccola bottiglia di liquido da versare che servirà al bambino per lucidare. 

- cornici/telai con all’interno cerniere, bottoni etc.

-tutto ciò che riguarda la preparazione del proprio snack, attività svolte in cucina come affettare la frutta.

Esempi di attività sensoriali

- La torre rosa è una torre composta da pezzi di grandezze differenti ed il bambino dovrà impilarli per costruirla. Le prime volte il bambino farà delle torri che letteralmente non staranno in piedi ma, quando riuscirà a farla dritta, sarà solo allora che si darà lui un linguaggio per esprimere quel concetto o per definire le varie grandezze (il più grande, medio, il più piccolo).

- Sound boxes sono delle piccole scatole in legno contenenti riso, grani etc. 6 hanno la “testa” blu e 6 hanno la “testa” rossa; il lavoro del bambino è quello di accoppiare i rossi e i blu che riproducono lo stesso suono.

Le attività sensoriali hanno a che vedere con lo stimolo dei sensi per allenare la mente in “problem solving” e “logical thinking”.

 

L’organizzazione delle classi

 

  • Il tempo dedicato allo svolgimento delle attività è presente nelle ore della mattina ed in quelle del pomeriggio; tuttavia le 3 ore mattutine rappresentano il ciclo più importante. Questo è il tempo di lavoro che consente al bambino di svilupparsi nel miglior modo possibile;
  • Parliamo di Lavoro. I bambini creano una società in cui tutti si aiutano a vicenda. La maestra propone un’attività al bambino mostrandogliela senza parlare poiché il bambino deve analizzare i movimenti ed essere concentrato in quanto dovrà riproporla. Cosa molto importante è che l’attività viene considerata conclusa solo quando si rimette in ordine. Per esempio una volta che si consuma lo snack si deve mettere il piatto a lavare e, se il bambino è capace, lo deve lavare; se un bambino fa un travaso sul tavolo, il lavoro si conclude nel momento in cui si ripone il materiale sullo scaffale dal quale lo si è preso così che un altro bambino possa successivamente utilizzarlo. Di ogni attività, per questo motivo, ne è proposta una sola in “quantità”: c’è un solo lucida argento, una sola cornice con i bottoni etc.

E’ importante che il bambino metta in ordine una volta conclusa la propria attività o è quanto meno importante che ci provi. Se il bambino non riesce, la maestra può intervenire e proporre al bambino di mettere in ordine assieme ma, generalmente, è sempre un altro bambino ad aiutare, a volte più grande. E’ proprio in tal senso che si crea una piccola società in cui i bambini cooperano. Non è sempre possibile far si che ciò accada in casa, specialmente quando ci sono figli unici è perciò plausibile che sia la mamma ad aiutare il bambino nella fase del riordino (finché il bambino ne ha bisogno); in tal senso il secondo figlio montessoriano è sempre il più “forte” in quanto preceduto dall’esperienza dei genitori con il fratello maggiore e poiché lo stesso fratello maggiore sarà ormai formato ed entrato nell’ottica montessoriana;

  • Non ci saranno disegni appesi alle pareti se non dipinti di grandi artisti questo perché i bambini non svolgono il lavoro per esporlo, il risultato per noi è effimero;
  • Nessuno fa la stessa cosa nello stesso momento, questo è impensabile in una classe mista poiché ogni bambino ha capacità, interessi e tempi differenti così come abilità a stare concentrati sullo stesso lavoro;
  • Un bambino non dovrebbe mai svolgere attività troppo facili a meno che non siano lavori di responsabilità. Nello specifico, il bambino di 5 anni e mezzo non è più stimolato a lavare i piatti poiché ha iniziato a farlo quando aveva 3,4,5 anni. Ora lo fa perché magari ha mangiato uno snack e sa che a scuola dopo questo momento si lava il piattino. Se c’è anche il piattino di qualcuno più piccolo che ancora non sa lavare, lo laverà lui.

 

Il ruolo della maestra

 La maestra ha il compito di guidare il bambino verso lo svolgimento di attività più consone a lui. E’ sicuramente una grande osservatrice. “Se in classe ci saranno 10 bambini, io avrò 10 piani differenti”.

La maestra deve stimolare il bambino ad andare oltre ciò che ha già imparato a fare ma allo stesso tempo deve assicurarsi che nessuno corra troppo nella fase dell’apprendimento poiché è importante che il bambino non sviluppi lacune in una fase di formazione. A tal proposito trattiamo di seguito un falso mito:

Il bambino può fare ciò che vuole
FALSO!

 

“Se entrando in una scuola Montessori riceverete una risposta simile a questa, sappiate che non vi trovate in una scuola Montessori.” Non è vero che il bambino è libero di fare ciò che vuole, di scegliere QUALSIASI attività da svolgere! Piuttosto ogni bambino potrà svolgere le attività che la maestra, avente ruolo di guida e grande osservatrice, gli ha mostrato perché, dopo un’attenta analisi, la maestra ritiene che quella sia l’attività che serve al bambino per il suo sviluppo in quel determinato momento. “Se un bambino di 3 anni prende lo Stamp Game (un gioco di matematica più avanzato che consente ai bambini, in genere dai 5 anni, di rafforzare concetti di matematica appresi in precedenza) non lo lascerò svolgere quella attività perché non è ancora il momento giusto. Secondo il metodo Montessori, è importante che il bambino lavori sapendo per quale motivo lavora e cosa sta cercando di ottenere. Se proprio il bambino vuole lavorare, per non dire un “no” rigido, gli proporrò di lucidare il legno della scatola contenente l’attività o di pulire il suo interno tirando fuori i pezzi che la compongono”. Ci sono molti bambini che tendono a voler fare “di più” e sono proprio coloro che accettano delle sfide e, dopo averle superate due volte, vorranno andare ancora avanti; allo stesso tempo ci sono bambini che hanno bisogno di sentirsi rassicurati e che quindi rifuggono in quella che noi chiameremo “comfort zone” ossia continueranno a svolgere azioni che già hanno ben imparato a portare a termine. In questi casi è importante capire quando è il momento di stimolare il bambino ad “uscire” da quella comfort zone e quando invece è il caso di lasciarlo rassicurarsi ancora un momento.

 

Le classi Montessori sono molto rumorose perchè i bambini sono liberi

FALSO!

Quando i genitori vengono a visitare la classe commentano sempre sul fatto che la classe sia molto silenziosa.

Di fatti lo è. Non è un silenzio imposto, non c’è nessun “shhhh”. Il silenzio in realtà è il prodotto della calma. Io, come “role model”, non corro mai: mi muovo lentamente, sono un esempio di grazia, parlo tranquillamente e piano. I bambini dotati di una mente assorbente tendono a riprodurre ciò da cui sono circondati. Se a casa volete che vostro figlio parli piano, si muova piano, etc. dovete farlo voi prima di tutto.

Il secondo e principale punto pero è il fatto che i bambini, come già detto, lavorano. Sono concentrati nelle loro faccende. Maria Montessori diceva che il bambino trova la pace e calma interiore quando è “collegato” o “connesso” al proprio lavoro. Il bambino si collega al lavoro quando l’attività che sta svolgendo ha un fine reale che il bambino conosce (per esempio sa che deve lucidare lo specchio e sta mettendo impegno nello strofinare, quindi non sta facendo il movimento giusto per, ma lo sta facendo con intento e impegno: calma, silenzio e concentrazione). Questo avviene anche quando il bambino sta soddisfacendo il suo interesse. Se il bambino sta lavorando con le tavole tattili si sta focalizzando sul suo senso mentre attiva il cervello per portare a termine l’attività sensoriale e di nuovo avremo silenzio, calma, concentrazione.

Nelle nostre case dei bambini sentirai sempre dei fagiolini cadere, i piedini muoversi. la maestra magari dire al bambino “cammina” (e se il bambino continua a correre la maestra lo approccerebbe e praticherebbero la camminata insieme, aiutando il bambino a rallentare e a copiare i passi della maestra). I bambini parlano a bassa voce perché la classe non è rumorosa e non devono sovrastare nessun suono di sottofondo. Ogni tanto sentirai qualche pianto di un bambino che magari è caduto o un vasetto di ceramica che si rompe o ancora l’acqua che cade, un bimbo che ride, il gruppo che canta le canzoni o legge la storia. Quindi no, non è silenziosa stile chiesa ma non è rumorosa, è calma e pacifica.  Le classi Montessori sono silenziose ma è un selezione naturale che sa di pomeriggio di primavera.

Montessori e la tecnologia

il bambino crea la propria intelligenza attraverso l’uso della mano quindi dovrebbe fare, sentire, percepire mentre con un i-phone per esempio, diventa tutto un “movimento a paletta” e la conoscenza è superficiale perché il bambino l’ha solo vista e non anche sentita e toccata.

I giochi non devono essere iper stimolanti (troppe luci, troppi colori, troppi suoni etc).

Limitare l’uso della televisione e spegnerla il più possibile è certamente fondamentale anche per il metodo Montessori. Non c’è bisogno di tenere la televisione accesa quando si mangia o prima di andare a dormire.

Chiaramente ai nostri giorni chi non ha una televisione in casa? tuttavia il suo utilizzo deve essere ragionato, con questo intendo dire che sarà meglio guardare un documentario sulla natura piuttosto che un cartone di super eroi.

“I miei bambini alle elementari ogni tanto mi chiedono di utilizzare il computer, per lo svolgimento di ricerche per lo più. Il metodo Montessori però prevede che il bambino “esca” o, per meglio dire, che si adoperi per trovare da sé le risposte avendo anche conversazioni con specialisti che trattano l’argomento d’interesse. Una volta alcuni bambini delle elementari di 7 anni volevano svolgere una ricerca sui rettili e siamo riusciti a metterli in contatto con il proprietario di un negozio di rettili che si è messo a disposizione per rilasciare loro un’intervista per la ricerca. Le bambine, dell’età di 7 anni, hanno potuto utilizzare il computer solo per riuscire a capire che percorso dover fare per raggiungere il negozio (quindi hanno guardato la posizione su google maps, visto che bus prendere etc) e hanno dovuto scrivere una lettera di ringraziamento da consegnare una volta concluso il tuor al negozio di animali. Un’altra volta abbiamo dissezionato una zucca e i bambini erano curiosi di scoprire alcune cose relative ad essa; la prima parte di ricerca avviene sempre in biblioteca e purtroppo in quell’occasione non c’era quello che cercavano sulle zucche e a quel punto ho dato loro il computer.

Il principio base è che quando vuoi sapere una cosa devi cercarla. Alle elementari io non rispondo quasi mai alle domande perché stimolo il bambino a cercare le risposte da sé. Questo serve a stimolare la loro mente ragionante”.

 

Montessori a casa
 
ciò che è giusto e ciò che è sbagliato
 
Premessa

Ci sono cose che in casa diventano poco efficaci, soprattutto se utilizzate nel modo sbagliato oltretutto alcune cose funzionano meglio nella scuola poiché i bambini sono incuriositi dal lavoro svolto da altri bambini e questo li porterà ad assorbire una nozione pur non avendo ancora la stessa età o esperienza del compagno.

“Quando si imparano le lettere bisogna ricordare che c’è un grande lavoro dietro!

In questo caso il bambino dovrà arrivare all’apprendimento della lettera progredendo per step.

Dovrà toccare con mano la forma della lettera per averne memoria motoria e ne sentirà il suono riprodotto.  Quando il bambino arriverà alla lettera sarà perché preceduto dall’esperienza delle tre difficoltà: tatto, forma, suono.”

Un gioco che noi utilizziamo per l’apprendimento delle lettere è il “sound game”: si prendono due oggetti e si mostrano al bambino, successivamente dico “vedo vedo con i miei occhi un oggetto che inizia con V” (nel frattempo mostro il vaso); il bambino risponderà così “vaso” e comincerà ad avere dimestichezza con quel suono. “Non metterei mai vicini oggetti che abbiano iniziali come P e B poiché sarebbero lettere troppo simili. L’approccio al linguaggio comincia già dai due anni ed ogni attività ha come base il linguaggio, anche nell’insegnamento del lavare i piatti il bambino acquisisce una serie di vocaboli come spugna, acqua, piatto, spazzola etc ed anche ogni oggetto ha innumerevoli parti che hanno nomi differenti così che io possa parlare di un oggetto per molto tempo ed il bambino acquisire altri vocaboli”.

 

  • OK alle nomenclature

Le carte sono un ottimo materiale da poter proporre in casa; quando si tratta di animali, per esempio un pulcino, è bene che sulla carta sia raffigurato solo il pulcino e non il pulcino nel pollaio;

 

  • Lettere in legno

Quando il bambino avrà attraversato gli step precedenti di suono e forma delle lettere, gli si potrà proporre di mettere in ordine alcune lettere di legno per formare piccole parole. Egli si renderà conto che non solo riuscirà a costruirle ma riuscirà anche a leggerle. “Se le prime volte il bambino dovesse scrivere Aus e non House non fa niente poiché in quel momento il bambino sta gioendo della propria conquista e noi dobbiamo gioire assieme a lui”;

 

  • Vita Pratica

 

- scelta dell’abbigliamento:

aiutiamo il bambino a scegliere e a vestirsi da solo;

- lavarsi da solo;

- pulire da solo;

- apparecchiare da solo;

- organizzare i giochi sullo scaffale;

- bagnare le piante da solo;

- preparare lo snack da solo:

scegliere la frutta da mettere nello smoothie da solo (e se possibile tagliarla).

 Fate scegliere il vostro bambino il più possibile in qualsiasi campo possibile. come aiutare il bambino a scegliere pero è importate.

 

Come aiutare il bambino a imparare a scegliere?
 
Date una scelta limitata.

 

Lasciate sul letto due o tre completi di vestiti massimo e lasciatelo scegliere. Non fategli scegliere dall’armadio intero, la scelta sarà troppo difficile oppure il bambino sceglierà senza logica (non ancora formata) e potrebbe scegliere i pantaloncini in pieno dicembre quindi vi ritroverete a dirgli di “no” a una scelta che prima gli avevate chiesto di fare.

 

Stesso per la frutta dello smoothie.

 

Mettetegli davanti 4 frutti e ditegli che ne può scegliere 2. Il bambino si esercita a lasciar andare ciò che non verrà selezionato (molto difficile per un bambino che magari vorrebbe tutto) e a decidere cosa gli piace di più.

Immaginate già quanto sia difficile per noi scegliere un film su Netflix. troppa scelta! non sappiamo neanche cosa ci va veramente di vedere. Se pero qualcun altro ci dice di scegliere una commedia la scelta sarà meno difficile. Lo stesso principio vale per i bambini. “Scegli cosa mettere… tra questi tre giacchetti”.

 

  • No a barattoli, torri, cestini etc

 

“Tutti questi sono giochi SENSORIALI che vanno bene ma che non per forza devono essere Montessori! Il Montessori è “fai lavorare tuo figlio, aiutalo a fare da solo, fatti aiutare in casa con lavori domestici; se tuo figlio ha due anni ma sa tenere in mano una spugnetta, fallo lavare! Gli puoi fare strappare le foglie di insalata che farai per cena ma in maniera autonoma. Se il bambino nel frattempo crea qualche disastro poco importa; la prossima volta vorrà dire che mostrerai meglio quella attività o che lo aiuterai a portarla a termine. Montessori è indipendenza, puoi pensare a queste attività montessoriane ogni volta che sei a casa. Fa sì che tuo figlio possa essere indipendente e questo lo puoi fare già nel momento in cui acquisti per lui delle scarpe; gli mostri come fare per allacciarle, metterle, toglierle e lascia successivamente che sia lui a svolgere queste azioni”.

 

Giorgia è una maestra Montessori nell’Instituto Maria Montessori di Londra e ci consiglia QUESTO SITO ottimo (purtroppo ancora non tradotto in italiano) in cui trovare informazioni relative all’utilizzo/approccio del metodo Montessori nella fascia di età 0-3 anni.

Alcune immagini relative ad attività di vita pratica da poter riproporre in casa

  

 

 

Conclusioni

Il metodo Montessori non è estetica ma è un metodo scientifico in cui dietro ogni cosa vi è un grande studio. A cuore aperto mostro un sincero interesse verso questa metodologia e trovo che sia quello che più facilmente si possa adattare alla vita domestica. In Italia vi sono scuole Montessori a pagamento molto dispendiose, almeno a detta dei molti; ad Amsterdam per esempio le scuole Montessori sono pubbliche e mi piace immaginare un futuro in cui anche in Italia le scuole Montessori dai 3 anni lo possano essere.

Come sapete io non sono contraria all’adattare gli ambienti della casa ai bambini. Ricordiamo però che non è la casa che somiglia alla scuola ma è la scuola che somiglia alla casa.

Giorgia mi conferma “noi consideriamo i materiali montessoriani estetici in quanto più sono belli più il bambino vuole tenerli bene e lavorarci. Come per Steiner, l’estetica Montessori è nel minimalismo; colori quando servono, forme semplici”.

Di seguito troverete alcuni spunti di stampo Montessori per poter rendere il bambino autonomo anche a casa.

In bagno
In cucina

In lavanderia

In camera

 

Condivido in questa occasione il mio canale pinterest all'interno del quale raccolgo tutte le immagini che più ritengo belle, veritiere riguardo metodi, interior design e tanti altri argomenti!

https://www.pinterest.it/mjolkstore

 


Articolo più vecchio


  • Giorgia il

    Cara Nicoletta, il tuo articolo è bellissimo. Hai saputo rendere il vero concetto Montessori non solo con le parole ma con la scelta delle immagini. Montessori ruota intorno l’aiutare il bambino a essere indipendente e nel riuscire attraverso l’impegno e alla selezione di oggetti piccoli a fare cose per se stesso in autonomia. Questo sviluppa la sua autostima, la sua abilità a restare concentrato e a non demordere! Questi sono concetti che resteranno con lui per tutta la vita.
    Bellissimo, brava!


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